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Leggende e superstizioni

Un tipo di racconto antico, come il mito, la favola e la fiaba, Fa parte del patrimonio culturale di tutti i popoli, appartiene alla tradizione orale e nella narrazione mescola il reale alla fantasia. 

IL TESORO

Questa storia l’ho ascoltata casualmente da alcuni anziani residenti di Morlupo (storia che non la conosce quasi più nessuno, in quanto, la memoria orale che prima si tramandava per generazioni e generazioni, oggigiorno si esaurisce spontaneamente dopo appena due generazioni).

Una storia vera che risale al secolo scorso, quando alcuni briganti(*), che normalmente vivevano fra i confini della Basilicata, Campania e Puglia, a seguito delle violente repressioni da parte dell’esercito, sconfinarono nel Lazio in cerca di un posto sicuro. Qui, nascosero nei boschi il bottino delle loro razzie con l’intenzione di tornarci non appena fosse possibile. Non tutti però riuscirono a godersi in tranquillità il frutto delle loro marachelle, molti, vuoi per malattie o per incidenti di percorso, abbandonarono quel tesoro che fu definitivamente dimenticato e sepolto dal tempo. 

Ora si racconta che alcuni residenti della località di Montelarco, che forse già conoscevano questa storia o forse per pura combinazione, hanno rinvenuto nella loro proprietà, vasi, statuette e monete (scudi borbonici) in argento. Un tesoro maledetto per la verità, perché sporco di sangue umano (i briganti tagliavano le orecchie, il naso e la lingua per farsi pagare il riscatto, mentre i soldati tagliavano, mettendole ben in mostra, la testa ai briganti che riuscivano ad acciuffare). Tesoro che, seppur maledetto, ha contribuito a modificare gli eventi e il futuro di queste famiglie.  

 Oggi, a distanza di alcuni decenni dall’evento, non è più facile identificare chi dei residenti di allora si sia arricchito in questo modo, né quanti dei residenti abbiano trovato, nelle loro proprietà, “tesori” nascosti dal tempo. Gli anziani che mi hanno raccontato questa storia, affermano di non ricordarne più i nomi. 

 D'altronde, non è nostra intenzione indagare oltre su questa storia, bensì informare i residenti di fare molta attenzione quando eseguono dei lavori di rimozione della terra nei loro giardini, chissà, forse non tutto è stato ritrovato. 


  * (in verità, più che briganti in principio erano oppositori al regime dei Savoia e nemici di un Garibaldi che aveva promesso terre a tutti quelli che si fossero uniti lui nella lotta contro i Borboni, non mantenendo poi, nei fatti, fede alla promessa). 


Cosa ci dice LA STORIA sui briganti

Storicamente il Brigantaggio ebbe inizio all’indomani della partenza per l’esilio di re Francesco II di Borbone, avvenuta il 13 febbraio 1861. 

L'epoca di massima espansione del fenomeno si ebbe subito dopo la conquista, da parte dei Piemontesi guidati da Garibaldi, delle regioni del Regno di Napoli, ossia fra il 1860 e il 1870. I Borboni avevano dominato per secoli imponendo uno stato protezionistico e assolutistico, molto legato al clero. I Piemontesi introdussero invece la leva obbligatoria, le leggi anticlericali, il libero commercio ma anche nuove tasse. 

 

Nel 1863, fu istituita una Commissione Parlamentare d’inchiesta presieduta dal deputato Giuseppe Massari con l’obiettivo di indicare le cause del brigantaggio. Il responso fu: la miseria delle popolazioni, dovuta ovviamente all’oppressione borbonica che affamava la popolazione. In conseguenza alla relazione Massari fu promulgata la <Legge Pica> che autorizzava lo stato d'assedio nei paesi battuti dai briganti. 


Risultato: quasi un milione di morti, 54 paesi distrutti, stupri e violenze inaudite, processi e fucilazioni sommarie. 




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