Montelarco. Frazione a nord di Roma fra i Comuni di Morlupo e Rignano Flaminio
bootstrap modal popup

Leggende e superstizioni

Un tipo di racconto antico, come il mito, la favola e la fiaba, Fa parte del patrimonio culturale di tutti i popoli, appartiene alla tradizione orale e nella narrazione mescola il reale alla fantasia. 

I Vampiri

Il vampiro, inutile negarlo, durante l’ormai sua ultracentenaria esistenza letterale, ha ispirato tutti i campi dell’arte. Ha colpito ed ammaliato molti di noi con il suo fascino romantico e solitario ma al tempo stesso temibile e sanguinario.

Ma come per tutti i miti, confondere fantasia con realtà diventa spesso una tappa obbligatoria, questo perché si cerca di creare la leggenda, la possibilità di mettere la sua esistenza in uno status di discutibilità.


Ovviamente ci sono state persone, e ci sono tuttora, che sostengono di avere prove inoppugnabili e concrete dell’esistenza dei vampiri nella storia e persino del mondo moderno. Anche se queste prove non sono mai state rese pubbliche, così come per molti altri campi del paranormale, mi sento comunque di dire che vi è un fondo di verità nell’esistenza del vampiro.


I vampiri, intesi come non-morti ritornati dalla tomba, invincibili, se non per mezzo di croci ed aglio e paletti piantati nel cuore, che dormono in bare foderate di lusso e seducono giovani pulzelle, sono e restano un’invenzione, su questo nessun dubbio, ma allora cosa ha ispirato lo scrittore irlandese Bram Stoker nello scrivere Dracula? 


La principale ispirazione è -forse - una rarissima malattia del sangue trasmessa generalmente da cause ereditarie; la Porfiria. Ci sono infatti delle sbalorditive connessione tra le caratteristiche di questa malattia e le particolarità del vampiro.


La Porfiria è suddivisa in diversi gruppi, associati a disturbi di diversa intensità e caratteristiche sintomatologiche, nonché varianti di evoluzione del virus stesso nell’organismo ospite. Il tipo che interessa noi è la Porfiria eritropoietina congenita o Morbo di Gunther (CEP) (eritropoietica) - Fortunatamente è molto rara; causa anemia emolitica (da qui il classico pallore dei vampiri) e fotosensibilità alla luce del sole. Le urine sono rosso scuro, per la grande quantità di porfirine eliminate. Particolare di questa malattia è l'eritrodonzia: illuminando i denti con luce ultravioletta questi sono rosso fluorescente. La fluorescenza è dovuta alle porfirine che si depositano nel fosfato di calcio dei denti.


Il malato di Porfiria non può assolutamente mangiare, e nei casi più estremi nemmeno toccare il comune aglio. Questo perché l’aglio, contrariamente a quanto succede nelle persone sane, nei malati di Porfiria esalta le tossine presenti nel sangue e fa peggiorare notevolmente la malattia.


La mancata assimilazione di raggi UV inoltre, potrebbe negli anni deformare leggermente il viso umano, che già soggiogato da un pallore estremo e dai sintomi sopra riportati, prenderebbe le sembianze di un vero e proprio vampiro.


A volte i sintomi di porfiria ledono il sistema nervoso, creando stati confusionali, e addirittura uno stato di coma profondo che anticamente poteva essere confuso con la morte, facendo sì che il malato venisse posto nelle bare, per poi risvegliarsi improvvisamente dallo stato di morte apparente. 

(fonte Wikypedia)


Fatta questa premessa, per meglio precisare il nostro pensiero sui vampiri, dobbiamo però riportare alcune segnalazioni che puntualmente si ripetono, nelle giornate di luna piena. Si racconta, seppur sottovoce, di una strana figura (o più figure) definita come un "vampiro" che girovaga per le vie poco illuminate di Montelarco. Chi lo ha intravisto riferisce che basta solo intravederlo, seppur da lontano, per restare paralizzati dalla paura. Ma veniamo ai fatti così come ci sono stati raccontati da una testimone.


"Abito da molti anni a Montelarco e non ho mai avuto paura di uscire o rientrare di notte.

Spesso, la sera sul tardi, uscivo a passeggiare nei dintorni di casa, specialmente quelle notti dove il chiarore della luna illuminava le strade. Ne provavo un immenso piacere, mi sentivo inebriata di vita e seppur spesso fantasticavo su improvabili incontri con strani animali o con figure leggendarie delle nostre favole non ho mai avuto paura. Tranne qualche rumoroso cane che abbaiava solo per il gusto di fare qualcosa e non tanto per convinzione, non ho mai visto ne ascoltato nulla.

Una sera, mentre mi preparavo per andarmene a letto, mi sono ricordata di non aver messo fuori dal cancello il secchio dell'indifferenziata, così ne ho approfittato per farmi una breve passeggiata fino al cancello di Chiara (una mia vicina) che ha un simpatico e intelligente labrador. Volevo salutarlo, come sempre faccio da tempo ma stranamente, quella sera Jho non era lì ad aspettarmi. L'ho anche ripetutamente chiamato ma il mio amico Jho non c'era.

Un po' impensierita mi sono avviata verso casa quando improvvisamente ho avvertito nell'aria un forte odore di urina e di selvatico.

Cinghiali, pensavo guardandomi intorno, ma quello che ho visto non era certamente un cinghiale, ma una esile figura umana che lentamente avanzava verso di me. Seppur era lontana, ne intravedevo il volto pallido e i denti fosforescenti e grandi. Il resto non era ben chiaro e i suoi abiti scuri si confondevano con il buio della notte.

Era diretta verso me, ma sembrava non vedermi e il suo passo era così leggero che sembrava fluttuare.

La mia testa fu invasa da un'infinità di bollicine che mi facevano frizzare il cervello. Ero nel panico e avevo una tremenda paura.

Fortunatamente mi trovavo a pochi passi da casa e senza pensarci due volte, corsi velocemente a casa chiudendo ogni tipo di serratura. Inutile aggiungere che quella è stata la mia ultima volta che ho messo piede fuori casa di notte."


Questa testimonianza l'abbiamo ricevuta da una giovane signora nata e cresciuta nel comprensorio alla quale non possiamo non credere. Per questione di riservatezza abbiamo omesso il suo nome e cambiato ogni riferimento che possa identificarla ma volendo dubitare delle sue parole ci chiediamo:

Cosa mai avrà visto la signora? Esistono o non esistono i vampiri?


Noi pensiamo di si. Dobbiamo ammetterlo, i vampiri esistono d'avvero. Ma non sono più quelli che hanno tanto ispirato scrittori e registi nel tempo, i vampiri moderni si sono molto evoluti. Non escono più esclusivamente di notte, ma anche di giorno, sono discretamente educati e cortesi, frequentano anche la chiesa, appartengono alla classe media e non sono interessati più al sangue.

Di questi moderni vampiri ne è pieno il mondo e Montelarco non fa eccezioni. 


Come riconoscerli e quali sono i pericoli.

Non è facile riconoscerli e quasi sempre ne siamo vittime inconsapevoli. Non usano infatti la violenza e molto spesso sono persone vicino a noi e da noi stimate, anche dopo che ci hanno "spremuto".

Non si nutrono di sangue abbiamo detto, ma di soldi che ci "spillano" con maestria e in forma più o meno legale.

Parassiti, più che vampiri, parassiti che sfruttano ogni possibile occasione per arricchirsi senza fatica. 


Ma la loro è una malattia, una malattia seria e incurabile che si instaura nella loro mente dove rimane indisturbata fine alla morte. Una malattia - per fortuna - non facilmente contagiosa ma che si estende sempre di più nel mondo.

Una malattia che non li rende felici, che li condanna alla solitudine e a non godere della vita, di un sorriso sincero, di una giornata spassionata, di un vero disinteressato amico.




SUBSCRIBE FORM

Vuoi essere avvisato/a sui nostri nuovi articoli,  inserisci qui di seguito la tua mail